Storia
Tre soci, tre fratelli
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1100: i monaci benedettini producono formadio
Agli inizi del XII secolo, tra le colline dell’Appennino Reggiano, i monaci benedettini si trasformarono in contadini e allevatori risolvendo molti dei problemi relativi alla loro sussistenza e a quella delle popolazioni che gravitavano attorno ai monasteri. Antichi documenti narrano che dalle officine dei monaci di Marola nascevano idromele, dolci, birra, dagli allevamenti bovini proveniva invece il latte che dava origine ai formaggi. Tra questi ne spiccava uno: il formadio, il progenitore del Parmigiano-Reggiano.
Immagine concessa da: www.buonappennino.it
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1600: si diffondono i primi caselli
Lungo i secoli, gli agricoltori cercarono di imitare i monaci di Marola con il latte dei propri allevamenti fino a quando, all’inizio del Seicento, cominciarono a nascere nei borghi i primi caseifici, piccole realtà familiari che riuscivano a produrre ogni giorno numerose forme di formadio: Frombolara di Marola ne è una prima testimonianza. In pochi decenni questo particolare formaggio si diffuse ovunque con il nome Parmigiano-Reggiano.
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1900: nasce il caseificio di Marola
All’inizio del Novecento il Parmigiano-Reggiano rafforzò notevolmente la propria posizione nella cucina italiana e sulle tavole di tutto il mondo. Nel frattempo, a Marola, proprio dove i monaci avevano dato vita al formadio, un gruppo di agricoltori fondò il Caseificio Sociale di Marola, raccogliendo una tradizione lunga otto secoli. Così, i castagneti delle montagne reggiane, a 800 metri di altezza, hanno continuato ad essere il terreno prediletto per l’allevamento bovino e la produzione del re dei formaggi.
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2000: viene alla luce la pergamena di Marola
A consacrare Marola come culla del re dei formaggi è stato il ritrovamento di un’insolita pergamena conservata a lungo proprio nell’abbazia di Marola. Grazie al prezioso documento apprendiamo che nel 1159 i fratelli Martino, Giovanni e Domenico siglarono un contratto d’affitto di terreni da pagarsi in cambio di denari e «tres aporto de formadio». Attenzione però: formadio non è il termine con cui era comunemente definito il formaggio, chiamato invece formaticum, ma indicava invece un nuovo tipo di prodotto che oggi tutti conosciamo come Parmigiano-Reggiano.
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2011: I fratelli Rossi
I fratelli Rossi – periti agrari specializzati in chimica alimentare – dopo un’infanzia trascorsa accanto al padre casaro negli anni Sessanta, hanno trasformato il caseificio della vecchia cooperativa sociale in un’azienda privata dove, alla passione per un prodotto unico al mondo, si unisce un’alta specializzazione nel settore chimico e tecnologico lattiero-caseario. In pochi anni i fratelli Rossi sono riusciti a rendere più moderno e attuale il Caseificio di Marola. La lavorazione artigianale, però, rispetta ancora fedelmente la tradizione del Parmigiano-Reggiano, nato qui otto secoli fa.


